Le prime guarigioni
La signora Goethals
Il 21 maggio 1933 giunse a Banneux da Anversa dopo un penosissimo viaggio; aveva un volto spaventoso. In seguito a un terribile incidente automobilistico aveva l'osso mascellare inferiore spezzato e l'osso temporale sinistro rientrato. Questa ferita non era più guarita e le aveva causato una sordità completa all'orecchio sinistro e una quasi completa al destro, oltre a una deformazione della bocca che non le consentiva di mangiare cibi solidi. Tutto ciò era aggravato da tormentosi mal di testa. La povera signora era in uno stato compassionevole, ma fu posta su una sedia vicino alla sorgente e cominciò a pregare.
Le misero sulle labbra un po' d'acqua della fonte e improvvisamente perdette un po' di sangue dal naso e dall'orecchio sinistro; allora la trasportarono all'ombra degli abeti, ma subito le parve di essere guarita. Per assicurarsi prese un panino e lo mangiò senza la minima difficoltà.
Alla sera, tornata a casa, l'ammalata udiva perfettamente la voce di chi le parlava. L'aspetto della cavità orale era ritornato normale, la deformazione scomparsa e i movimenti della mandibola completi e indolori.
Questa miracolosa guarigione è documentata dai referti di due medici di Anversa. Uno di essi scriveva concludendo la sua dichiarazione: "Se è indiscutibile che le lesioni anatomiche rimangano, è d'altra parte innegabile che la pseudartrosi un tempo così dolorosa è divenuta improvvisamente indolore, di una mobilità perfetta. È probabile che le leggi naturali non ci doneranno mai la soluzione dell'enigma di una guarigione così rapida e completa".
Laura Pletink
Nata a Berchem il 27 giugno 1913, all'età di 13 anni venne colpita da una meningite tubercolare e rimase paralizzata alle gambe, costretta a letto per sette anni. Tutti i medici consultati si dichiararono impotenti a guarirla e, dopo essere stata in diverse cliniche, venne ricoverata al sanatorio di Tessenderloo, ma la paralisi non retrocedeva. Laura aveva fatto quattro pellegrinaggi a Lourdes senza ottenere alcun sollievo fisico. Il 24 settembre 1933 partecipò al pellegrinaggio a Banneux con varie centinaia di cittadini di Anversa. Il giorno seguente, 25 settembre, non sentendo più alcun dolore alla schiena, si mise a camminare; prima nella sua cameretta e poi si portò in chiesa - senza nessun sostegno - a ringraziare Dio. Anche in questo caso vari certificati medici comprovano la malattia precedente e la totale guarigione avvenuta.
Oscar Moisse
È un giovane operaio, dichiarato incurabile da tutti i medici. Aveva una gamba enorme, del diametro di 68 centimetri alla caviglia. Dopo un pellegrinaggio a Banneux e una preghiera fervente e confidente guarisce definitivamente. Così racconta: "Era il 14 agosto 1933 quando feci il pellegrinaggio a Banneux. Conosciuta la notizia in paese, nessuno credeva che io potessi guarire senza un miracolo. Da 15 anni sapevano che ero affetto da elefantiasi e per ottenere una simile grazia avevo deciso di fare a piedi da Olne a Banneux - circa dieci chilometri - in compagnia in un'altra persona. Lo stesso giorno io iniziavo una novena alla Vergine dei Poveri. Al mio ritorno a casa cominciai a usare l'acqua della sorgente mentre pregavo con una fede vivissima. Tre settimane dopo mostrai a un religioso una medaglia della Vergine dei Poveri e sentii in me una commozione. La sera di quello stesso giorno constatai che la mia gamba era evidentemente diminuita di volume e che ormai potevo far passare una mano tra la caviglia e il pantalone". Quando la guarigione fu completa venne documentata da attestazioni mediche.
Pietro Jowa
Il 31 agosto 1933 il cappellano di Banneux ebbe conoscenza di una grazia straordinaria. Un fanciullo di tre anni, abitante a Wandre vicino a Liegi, era stato colpito alla testa da un proiettile con conseguente paralisi completa alla testa che cadeva inerte sulle spalle. Un chirurgo si era rifiutato di estrarre la pallottola perché troppo vicina all'arteria carotide, allora in famiglia si fece una novena alla Vergine dei Poveri alla fine della quale Pietro poté rialzare e girare la testa con facilità; qualche settimana dopo, inoltre, sputava il proiettile con delle schegge ossee che i parenti si affrettarono a portare a Banneux dove è ancora conservato negli archivi del santuario a testimonianza della grazia ricevuta.
La signora Verhegge
Ammalata di cirrosi epatica dal gennaio 1933 e curata da tre dottori e da un chirurgo oltre che da un radiologo, era costretta a letto, rimanendo nella clinica di Alost dal 23 maggio al 20 giugno 1934. Fu sottoposta alla cura diatermica senza risultato e dichiarata inguaribile. Il 2 agosto 1934 iniziò una novena alla Vergine dei Poveri con tutti i familiari e prese dell'acqua della sorgente. All'ultimo giorno della novena la malata si risvegliò improvvisamente alle cinque del mattino, chiese di mangiare e digerì perfettamente nonostante due giorni prima, l'8 agosto, su consiglio del medico, suo zio sacerdote le avesse amministrato gli ultimi conforti religiosi e fosse, da quel giorno, in stato comatoso. Tra lo stupore dei medici, che hanno presentato i certificati relativi, la signora Verhegge riprese le forze, non lamentò più alcun dolore al fegato e non ebbe alcuna ricaduta del suo male.
Suor Daria e suor Vérona
Nel convento delle Annunziatine di Huldenberg, le suore Daria e Vérona malate la prima di tubercolosi polmonare in stadio avanzato, la seconda di peritonite tubercolosa e di appendicite cronica, riacquistarono la salute grazie all'intercessione della Vergine dei Poveri.
Suor Daria, trasportata alla casa di riposo di Keyhof in uno stato compassionevole, aveva già fatto due novene in onore della Vergine dei Poveri e mentre faceva la terza, una sera si pose sul petto un'immagine della Vergine apparsa a Banneux. Il mattino seguente avvertì un dolore acutissimo e poi più nulla. La febbre e il male erano scomparsi all'istante: era il 16 giugno 1933.
Suor Vérona era malata dal 1926 e dal 1929 era ospite di un'altra casa di riposo a Vlimmeren. I medici la dichiararono incurabile e pronosticarono la morte a breve scadenza.
Il 2 luglio 1933 il suo male si aggravò nuovamente. Volle farsi trasportare in cappella per la Messa, ma dovette tornare a letto. Aveva già fatto due novene alla Vergine dei Poveri e aveva bevuto l'acqua della sorgente. Durante un'ardente preghiera alla Vergine di Banneux si sentì improvvisamente guarita e i medici non poterono che constatare la scomparsa di ogni segno di malattia.
